Premio Strega: da Maria Bellonci a oggi, un premio che racconta la letteratura italiana

A pochi giorni di distanza dalla nuova edizione, rivivere l’emozione del Premio Strega significa ripercorrere uno dei momenti più significativi della vita culturale italiana. Nato nel 1947 dall’iniziativa di Maria Bellonci e degli Amici della domenica, con il sostegno dei fratelli Alberti, il premio si afferma fin dall’inizio come importante spazio di confronto e partecipazione nel dopoguerra.

Nelle parole con cui Maria Bellonci annunciò la prima edizione, emerge con chiarezza l’idea di un premio pensato per avere un valore insieme letterario e civile. Il riconoscimento rappresenta anche un clima storico preciso: quello di un Paese che, uscito dalla dittatura e dalla guerra, ritrova nella partecipazione una forma concreta di vita pubblica. Anche per questo il Premio Strega è diventato, nel tempo, molto più di una competizione editoriale, ma un osservatorio permanente sulla narrativa italiana e sulla sua capacità di raccontare i cambiamenti del Paese.

Tra i vincitori storici del premio figurano nome che hanno fatto la storia della letteratura italiana: Cesare Pavese (La bella estate, 1950), Alberto Moravia (I racconti, 1952), Giorgio Bassani (Cinque storie ferraresi, 1956), Elsa Morante (L’isola di Arturo, 1957), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo, 1959), Natalia Ginzburg (Lessico famigliare, 1963), Primo Levi (La chiave a stella, 1979), Umberto Eco (Il nome della rosa, 1981) e Dacia Maraini (Buio, 1999).

In questo orizzonte si inserisce il legame con Grafica Veneta, nato dalla centralità attribuita al libro come oggetto culturale e come risultato di una filiera complessa, simbolo dell’Italia industriale e della nostra eccellenza. Nel tempo, questo rapporto si è intrecciato con alcuni titoli entrati nel percorso del Premio Strega, con opere stampate da Grafica Veneta tra vincitori e candidati. Tra i titoli che portano la nostra firma ci sono L’anniversario di Andrea Bajani, vincitore dell’edizione 2025, M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati, vincitore nel 2019 e Il fuoco invisibile di Daniele Rielli, tra i candidati al premio nel 2024.

Per un’azienda che ogni giorno lavora sui libri, seguire con trasporto il Premio Strega significa riconoscere il valore simbolico di ciò che un libro rappresenta quando incontra i lettori. Da una parte c’è la storia del premio, con autori, giurie, dibattito e memoria letteraria; dall’altra c’è il lavoro quotidiano che trasforma un testo in un volume pronto a entrare nel mercato e nelle librerie dei lettori e a durare nel tempo. È così che il Premio Strega continua a parlare non solo alla letteratura, ma anche a chi del libro accompagna concretamente la nascita.

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